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28.03.05
La Seta Blu
Seduta sulla poltrona le mie mani corrono nervose lungo le Belle Gambe. Giocano con la seta e il pizzo bianco delle Calze Collant. Mi sento a disagio e al tempo stesso eccitata.
Lintimo accarezza la pelle, lalzarsi e abbassarsi delle mie Tette Dure accarezza il ritmo lento del mio respiro. Un respiro più lungo, mentre le braccia e le mani si distendono lungo i braccioli. Le unghie graffiano delicatamente l alcantara grigia e i tuoi occhi scivolano su di me, lungo le mie spalle, lungo le linee morbide delle mie Belle Tette, sulla pelle liscia della mia Fica Nuda. Accavallo le gambe in un gesto che vorrebbe essere seducente. Mi accomodo appoggiandomi allo schienale e resto così, immobile, per qualche minuto. Ti sorrido, questa volta gentilmente o forse più maliziosa e piano mi chino facendo correre le dita alle caviglie. Risalgo di nuovo alle cosce e di nuovo ridiscendo arrotolando fra le dita la seta crème delle Autoreggenti che cade accanto alle scarpe. Mi sposto sul bordo della poltrona e mi alzo solo un momento per poi tornare di nuovo seduta. Di spalle. Mi siedo sulle caviglie e mi volto appena, baciando leggermente la mia pelle. Sento la morbidezza e il gusto leggero e dolce della vaniglia. Ti regalo unocchiata fugace mentre lentamente mi sollevo sulle ginocchia. Ti regalo la mia schiena, la linea morbida dei miei fianchi, quella rotonda dei miei glutei. Appoggio il pancino allo schienale e le mie dita si arrampicano furtive verso la clip del reggiseno. Gioco con lelastico, lo tiro, lo stringo e alla fine lo slaccio. Le spalline scivolano giù verso i gomiti e cadono scoprendomi. Ora mi puoi immaginare, intravedere le mie Tette Grosse alzarsi e abbassarsi seguendo il mio stesso respiro. Mi volto mentre con il braccio maliziosa mi copro. Mi giro e nuovamente mi siedo, sul fianco. Ti sorrido. Mi sollevo, le braccia incrociate sulle Tette Giganti. Resto così immobile e accattivante per qualche secondo, mentre i tuoi occhi mi accarezzano furtivamente, poi piano mi giro, ruotando a metà sulle punte e di nuovo ti lascio alle spalle. Le dita scivolano sui fianchi e giocano col il bordo sottile del Perizoma. Si attorcigliano, si slegano poi di nuovo si attorcigliano. Unocchiata veloce da oltre la spalla e il mio Intimo Erotico scivola, giù, in fondo, sul pavimento. Sorrido al tuo sguardo, alla tua fantasia, alle tue labbra. Ti sorrido, ti guardo e tinvito, dolce, morbida, sensuale. Ti sorrido e tinvito mentre lentamente mi lascio accarezzare dalla seta morbida e blu delle lenzuola
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Con la donna, con la quale mi sono, oggi dico finalmente, sposato, siamo stati fidanzati per quasi sei anni. Quando ci siamo conosciuti io avevo 21 anni e lei 17. I suoi genitori non vedevano di buon occhio la nostra relazione e facevano di tutto per osteggiarla; figuratevi che quando anche uscivamo assieme ci toccava portare il suo fratellino con la scusa di fargli prendere un po daria e per farlo giocare. Anche dopo, quando abbiamo annunciato la nostra intenzione di sposarci, le cose non erano cambiate. Andare in ferie assieme? Andare in discoteca? Uscire con gli amici? Vestirsi in maniera più moderna, sportiva, jeans, calzoncini, magliette? Tutta roba da fantascienza! Se volevamo era così, altrimenti ciccia. Al mare ci potevamo andare, si, ma solo con i suoi genitori; non vi dico che palle , e figuratevi che poteva solo indossare costumi interi, stile olimpionici, nulla di più! Quindi intimità uguale a zero, sesso solo fantasie e via dicendo, e di questo ne soffrivamo entrambi in quanto anche a lei mancava un minimo dintimità solo per noi. Queste poche righe per farvi capire la situazione in cui eravamo. Solo due settimane prima del matrimonio, siamo riusciti ad avere un minimo di tranquillità anche in considerazione del fatto che dovevamo ultimare tutti i preparativi del matrimonio.
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Ed è stato in questi giorni che abbiamo avuto modo di parlare tranquillamente e liberamente esternandole tutte le mie fantasie represse, e così pure lei fece con me. La cosa su cui misi categoricamente i puntini sulle i, come si usa dire, era che non volevo più vederla con costumi da bagno interi e che non si vestisse più come una suora. Lei fu più che felice di questo, perché anche lei odiava tali restrizioni e che ha sempre guardato con invidia e rabbia, le altre ragazze al mare che indossavo dei bikini, più o meno audaci, vestite in modo sexi o con abiti da sera sensuali quando uscivano per andare in discoteca o fuori a cena. Mi aveva confidato che in segreto si era comprata qualcosina, anche se non mi confidò cosa, lasciandomi a crogiolare nella sorpresa. Per il viaggio di nozze avevamo prenotato la bellezza di tre settimane in un posto paradisiaco dei tropici pregustandoci già la partenza, fantasticando, finalmente, sul fatto di poter stare soli noi due nella stessa camera, nello stesso letto, di fare lamore, di andare in discoteca, di vederla in bikini, o vestita in abiti da sera che solo lei mi aveva descritto, e così via, e durante tutte queste fantasticherie, la nostra eccitazione era visibile e tangibile. La partenza era organizzata per la sera stessa del matrimonio alle 22:20 dallaeroporto; tutto organizzato: cerimonia, foto, pranzo con i parenti ed amici, a casa giusto il tempo necessario per cambiarci, e poi via verso i nuovi orizzonti che si delineavano sempre di più con il viaggio di nozze. Allaeroporto ci accompagnarono i nostri genitori, e dopo i saluti, baci e abbracci, raccomandazioni eccetera, passammo la dogana, ci voltammo per un ultimo saluto, e via verso la sala dimbarco, appena posata la sacca ci abbracciamo e ci demmo un bacio che solo quello mi procurò un erezione tale del mio pene a cui lei non negò minimamente di compiacersi considerato che premette il bacino, contro il mio per meglio sentirne la consistenza.
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E ricambiando il bacio Non vedo lora; ma tutte le mie fantasie? le chiesi. Si! fu la sua risposta breve, concisa, ma, soprattutto, decisa, e questo mi mandò ancora di più in estasi ed anche quando salimmo sullaereo ed eravamo in volo, non riuscii a smettere di fantasticare le cose più erotiche nei suoi confronti. Ci vollero quasi sedici ore di volo e due di motoscafo, ma ne era valsa la pena; il posto era stupendo, era unisola in mezzo al mare cristallino. Insieme a noi cerano altre tre coppie, due in viaggio di nozze come noi e la terza di fidanzati, con le quali stringemmo amicizia durante il viaggio. Arrivati ci accompagnarono ai nostri alloggi, se così si potevano descrivere, in quanto erano un gruppo di sei bungalow separati dal corpo centrale dove cerano ristoranti, bar, negozi, discoteca, ect. Questa era larea riservata agli sposini, unarea appartata, tranquilla, nascosta dalla foresta adiacente ma vicinissima alla spiaggia ed al mare, e solo un sentiero, di circa 200 metri in mezzo agli alberi, ci collegava verso il centro del villaggio. Eravamo tutti stanchi morti, mangiammo della frutta e del pesce di mare che ci avevano preparato su dei vassoi allinterno del giardino comune e poi, dopo esserci salutati, entrammo ogni coppia nel proprio bungalow assegnato. Non cerano porte o finestre, ma solo delle tende di vimini; solo queste cerano a separare lintimità di ogni abitazione, ma non creò nessun problema. Giusto il tempo di appoggiare il borsone e ci buttammo sul letto e, ancora semi vestiti, crollammo, sia lei che io, dal sonno; era inevitabile dopo circa 30 ore dal mattino che ci svegliammo per sposarci a che giungemmo qua, a parte qualche pisolo sullaereo. Dormimmo tutta la notte senza interruzione, e quando ci svegliammo il sole era già alto. Ci abbracciammo, ci baciammo, avevamo una voglia matta di fare lamore e lei non poteva non accorgersene, in quanto il mio pene, gonfio e duro, premeva sul suo ventre.
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Postato il 28.03.05 15:30