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09.10.04
Tutti i perchè del sesso
Fare l' Amore con una persona significa per forza esserne attratti? Per molti sì, ma...
All'apparenza
potrebbe sembrare una domanda banale o perlomeno retorica, ma vi
siete mai chiesti perché fate o volete fare del Sesso? Ci hanno pensato
seriamente Sheree Conrad e Michael Milburn, docenti di psicologia
dell'Università di Boston, nel corso di uno studio chiamato
"Sexual Intelligence Project", in seguito al quale è
stato pubblicato un libro che ha il titolo del progetto stesso.
Il campione di persone analizzato (età media 23 anni) ha
rivelato risposte per niente scontate e, in alcuni casi,
inaspettate. Perché si fa Sesso, dunque? Il 57% degli
interpellati ha indotto una sola ragione, la più logica: si fa
sesso quando si è attratti o eccitati dall'altra persona. Ma,
sotto questa soglia, le motivazioni si moltiplicano: il 38% ha
indicato almeno due ragioni e solo al 5% sono venuti in mente
almeno 3 o più buoni motivi per consumare un Rapporto Sessuale.
Di questo esiguo 5%, il 40% ha ammesso che spesso si "butta"
letteralmente a capofitto nel sesso per evitare di fare
discussioni col partner che potrebbero mettere in crisi la
relazione, il 31% per trovare una via di fuga da altre delusioni
della vita quotidiana, lavoro "in primis", il 25% per
sfuggire ai problemi in generale e solo il 7% perché convinto
che fare Sesso sia il modo migliore di
affrontare i problemi che riguardano la coppia.
In generale lo studio americano aveva l'obiettivo di valutare il
quoziente di intelligenza sessuale con una ricetta per la felicità,
che consiste in tre fattori fondamentali: conoscenza di sé,
competenza e una buona relazione con il partner. Il tutto
condensato in un principio che suona: "per avere una vita
sessuale soddisfacente bisogna pensare al sesso in un modo
completamente diverso, superando la repressione e l'ossessione
riguardo a tutto ciò che è sessuale".
Insomma, secondo gli psicologi americani essere nella norma
significa vivere il sesso come una questione tutt'altro che
semplice. I motivi possono essere i più svariati,
dall'attrazione proibita per chi ti lavora a fianco, oppure perché
il sesso è diventato una noiosa routine, oppure perché ti
appresti a trascorrere in solitudine l'ennesimo sabato sera.
D'altronde, secondo il loro sondaggio il 42% degli intervistati
prova un calo del desiderio, un terzo confessa che spesso il Porno non è soddisfacente e non riesce a Godere dei sui piaceri ed il 57%
non riesce a raggiungere l' Orgasmo. E ancora tra le donne,
il 50% tra i 18 e i 29 anni trova i Rapporti Sessuali dolorosi e il 53% degli
uomini si definisce un eiaculatore precoce.
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La Gita (Prima Parte)
Un'estate di parecchi anni fa mi divertì parecchio con
le mie amiche del mare. Karis, Marzia e Gaia a quell'epoca erano
tre ragazzine, un pò rotondotte Karis e Gaia, più magra e
fighetta Marzia. Le conoscevo da diversi anni e tra di noi c'era
un ottimo rapporto d'amicizia. Delle tre preferivo Karis, capelli
a caschetto, due perone da 4° e un culo abbastanza grosso ma
senza cellulite. Con lei avevo più intimità, molte volte di
sera ci eravamo appartati in riva al mare per vedere le stelle,
ci siamo anche sbaciucchiati ma nulla di veramente importante. Un
giorno andai con lei a fare delle commissioni e capitammo davanti
ad un negozio di costumi da bagno. Karis ne scelse uno un pò
troppo sgambato e dopo averlo provato mi chiamò sulla porta del
camerino per avere il mio parare: a dir poco stupenda, il suo
culone risaltava in maniera particolare e le sue tette erano
compresse dentro un reggiseno un pò piccolino. Il giorno dopo
abbiamo preso un pedalone a noleggio per stare un pò tranquilli,
solo marzia era rimasta a riva. Dopo qualche minuto che eravamo
lontano dalla riva Karis e Gaia mi chiesero se mi sarei
imbarazzato nel vederle in topless. Io risposi che era un
piacere, soprattutto sarebbero loro in imbarazzo se qualcosa
cambiava in me! Ridendo si tolsero il pezzo sopra e mostrarono
due bel paio di tettone, sublime premio per sopportare un sole
cocente. Tanto per sbollire una innocua erezione mi buttai in
acqua e poco dopo mi seguirono anche le due grazie. Le due
sghignazzarono e dopo aver parlato tra loro sottovoce mi trovai a
sandwich schiacciato dalle loro poppe; io che non sono un
nuotatore provetto mi aggrappai al bordo del pedalone e fui
vittima delle due scatenate. Karis andò sottacqua e mi
tolse il costume mentre Gaia mi palpava dappertutto! Karis sali
velocemente a bordo seguita da Gaia ma appena provò a sollevarsi
dallacqua la presi per i bordi del costume cosicché mentre
saliva glielo sfilai lentamente. Alla visione del suo splendido
culo cè mancato poco che affogassi!! Gaia non si
scandalizzò affatto e si sedette sul pedalone ridendo, poi, si
sdraiò a prendere un po di sole aspettando che io salissi
a bordo.
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La Gita (Seconda Parte)
Karis mi incitava a salire ed io ero più che
imbarazzato: lei era in topless e laltra nuda, se salivo
avevo il cazzo duro e avrei fatto la figura del porco. Rimasi in
acqua ancora 5 minuti poi salì sul pedalone anche se avevo
ancora il cazzo duro: approfittando del fatto che erano stese mi
affrettai a mettermi il costume poi si era fatto tardi e
decidemmo di tornare a riva. Gaia ci salutò per il giorno dopo,
invece io e Karis facemmo la doccia insieme. Era solito che la
facessimo insieme però sta volta lei si tolse il costume e mi
invitò a fare lo stesso. Accettai di buon gusto e appena sfilai
i bermuda un erezione istantanea mi prese al cazzo. Karis cominciò
ad insaponarmi la schiena scendendo lentamente verso il culo per
poi abbracciarmi da dietro e mi prese il cazzo e lo insaponò.
Avevo la testa che mi scoppiava, mi girai e cominciai ad
insaponargli le tettone e la passera. Avvicinammo le nostre
labbra e ci baciammo a lungo mentre i nostri corpi si
strusciavano dandoci un immenso piacere. Ci masturbammo a vicenda
raggiungendo insieme il piacere intenso dellorgasmo. Il
giorno dopo le tre grazie erano sole dietro il solarium; tra un
beach ed un racchettone ogni tanto andavo da loro. Erano
stupende, tutte e 3 in topless col pezzettino di slip rimasto
ridotto ai minimi termini. Gaia mi chiese di spalmargli la crema
ed io eseguì lordine sotto lo sguardo geloso di Karis. Le
mie cure erano rivolte più che altro al culo poi su richiesta
passai alla schiena tentando di sconfinare lateralmente verso le
tette. Gaia iniziò a mugulare e inarcò la schiena, io presi
subito le sue poppe da dietro e con movimenti rotatori le
massaggiavo e pizzicavo i capezzoli. Karis mi guardava senza dire
niente, Marzia invece aveva una mano dentro al costume. Gaia mi
disse di continuare e aumentaò lintensità dei versi.
Karis si alzò e venne vicino a noi, si chinò e spostò il
costume di Gaia iniziando a passare la mano tra il solco delle
chiappe e la passera mentre Marzia aumentò la velocità della
sua manina dentro gli slip. Io avevo una paura matta che
arrivasse qualcuno proprio sul più bello e mi venne in mente che
cera una cabina aperta; presi Gaia per mano e la portai
dentro. Mi abbassò i bermuda e mi prese il cazzo tra le sue
labbra, mi succhiò avidamente per un po, io la presi e lalzai,
le tolsi gli slip e la feci sedere sulla sedia, iniziai a
leccargli la passera. Era veramente fradicia, poi mi sedetti io e
la feci accomodare su di me a smorza! Avevo le sue tette davanti
alla faccia, me le strusciai sul viso mentre con movimenti andava
su e giù. Lalzai e la girai alla pecorina per pomparla da
dietro; leccitazione era tale che in poco tempo gli sborrai
sulle chiappe e sulla schiena. Appena ci riprendemmo, ci
guardammo negli occhi e un espressione compiaciuta di entrambi ci
fece sorridere e abbracciare.
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La Gita (Terza Parte)
Marzia mi disse che anche loro si erano divertite
infatti le due porcelline sui erano sditalinate mentre noi
eravamo nella cabina. Mi assentai dalla spiaggia per un paio di
giorni e quando tornai mi beccai una giornata di burrasca e
brutto tempo. Gaia era in giro con Karis e sua madre a fare
compere invece Marzia era sola in spiaggia. Dopo qualche ora
passata al bar decidemmo di fare il bagno visto che le onde erano
davvero alte; ci tuffammo tra la schiuma delle onde e scherzando
ci davamo delle spinte. Io mi feci sempre più audace toccandogli
le chiappe e palpandogli spesso il seno; essendo molto vicino
alla riva le onde muovevano molta sabbia che immancabilmente entrò
nei nostri costumi. Marzia mi disse guarda che roba, ho il
costume pieno di sabbia
e lo scostò mostrandomi si
la sabbia ma anche una bianca passera depilata
Giocammo
ancora un po e decidemmo di tornare al bar e mi chiese di
fare una doccia calda insieme; accettai e appena entrati mi disse
di togliermi il costume altrimenti la sabbia ci sarebbe rimasta.
Lei si sfilò il costume intero con molta sensualità causandomi
una rapida erezione; lei si mise a ridere e iniziò a lavarsi, io
laiutai insaponandole la schiena, poi la strinsi a me,
avevo appoggiato il mio uccello alle sue divine chiappe e le
presi le tette da dietro massaggiandogliele. Lei si girò verso
di me e mi insaponò con cura il mio uccello, in modo che
scivolasse bene; si appoggiò al lavandino e fu mia da dietro. La
sua passera era calda e stretta, ed il mio cazzo entrò
lentamente, lei ansimava e vedendone il suo volto riflesso nello
specchio mi faceva eccitare un casino. La girai e la feci sedere
sul lavandino, la presi davanti e ci baciammo appassionatamente a
ritmo lento. Stavo quasi per venire quando Marzia si abbassò per
succhiarmi tutta la mia sborra; venni sulle tette e in bocca, mai
provato una intensità dellorgasmo così
Finimmo di
lavarci e ci salutammo per il giorno dopo.
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Una passeggiata nel primo sole di primavera, la città che riluce come per una magia di gioia per la vita che si rinnova. Mi pare di vedere ogni venatura delle foglie, le ombre lucenti delle gemme, i profili di quelli che saranno fiori, sento scorrere il calore nelle vene, vorrei mettermi a correre o a ballare per strada, ma non lo faccio, per fortuna... rido tra me e me e cerco il negozio dove devo ritirare una statuetta di Delft per un'amica. Il profumo del legno e della cera d'api racconta come quest'antiquario ami mobili ed oggetti in egual misura. Le finiture calde ed eleganti del noce e della quercia accarezzano il mio sguardo come una piuma, mentre una sonata di Brahms accompagna il mio vagare curioso in questo labirinto ordinato. L'antiquario deve essere nel retrobottega, parla al telefono, una voce bassa che mi guida fino alla sua scrivania. Legno di rosa e cuoio spagnolo, una stilografica che danza tra le sue dita. Mi fa un cenno di scusa, mi fa capire in un gesto come la conversazione si prolunghi oltre le sue aspettative. Non ho fretta ed esploro una saletta in cui un piccolo comò, una coppia di sedie dal dorso arcuato ed un tavolino da tè ricreano con le porcellane candide un salottino del XVIII secolo. Vecchi volumi in cui l'oro dei fregi s'amalgama con l'azzurro ed il verde della seta. Sono sola e nella penombra mi sento incoraggiata a prendere in mano un'edizione settecentesca incredibilmente bella dei Sonetti di Shakespeare che mai mi sarei attesa di trovare in Italia. Lo sfoglio lentamente, il solletico della carta quasi pergamenata contro la pelle sottolinea l'eterno piacere di quei versi senza tempo. Mi siedo su uno sgabello e lascio che la poesia scivoli dentro la mia mente, dimentica della piccola commissione e dell'antiquario. Ne riavverto la presenza quando un movimento sulla porta mi ruba la luce per leggere. Insieme alla pendola, il cuore ha un soprassalto, mi sento quasi colta in flagrante, sebbene credo non sia seccato, a giudicare dal sorriso con cui attende con una scatola in mano. Mi sento un po' ridicola, ma naturalmente ha ragione. Lo seguo nello studiolo. Ha passi lunghi ed elastici ed una schiena larga. Mi sorge il dubbio che sia stato proprio lui a spostare buona parte dei mobili del salottino. La statuetta è una pastorella bianca e blu che accudisce un agnellino; è perfetta in ogni più piccolo dettaglio, persino le dita che passa nel vello soffice della bestiola o le pieghe della veste che sembra mossa da un refolo di vento. Ho decisamente troppa fantasia, però è un piccolo tesoro, mi sento orgogliosa di essere io a ritirarla. Una piccola firma su un modulo e la mia avventura nella grotta di Aladino è sul punto di terminare, ma l'antiquario mi indica la pendola dietro l'arco di pietra drappeggiato di raso grezzo.
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Postato il 09.10.04 11:51